Questo mese Insieme Società Cooperativa è presente sulla rivista de Il Contoterzista: intervistato il presidente Antonio Fierro con un articolo dedicato alla crescita di Insieme che dal 2009 si propone come compagnia specializzata per gli agromeccanici.

Cinquemila tra soci e clienti, di cui un migliaio di Partite Iva e quattromila codici fiscali, con polizze assicurative ad hoc per il contoterzista, basate non soltanto sul prezzo, ma soprattutto sul servizio offerto. «In realtà, non siamo un’agenzia di assicurazioni tradizionale, bensì una cooperativa di intenti – spiega Antonio Fierro, presidente di Insieme – inizialmente nata nel 2008 come gruppo di acquisto che raggruppava un certo numero di agricoltori con l’idea di trovare una polizza per i trattori che avesse condizioni e premi uguali per tutti. Nel 2009 istituimmo un libro matricola intestato a Confcooperative Modena e nell’arco di un anno e mezzo arrivammo a mettere insieme 3.500 targhe assicurate. Il risultato fu un abbassamento del prezzo medio delle polizze, perché abbiamo un effetto calmierante sul mercato.
Il messaggio che vogliamo trasmettere è che la cooperazione è un bene, per chi la pratica, per chi la utilizza, ma anche e soprattutto per chi non ne fa parte, ma vive nei suoi territori».

Lavoro d’equipe

Da quel lontano 2009 Insieme ha cominciato a mettere in rete i suoi associati terzisti, sviluppando convenzioni per il conto terzi, dalle polizze Rca del trattore a quelle incendio e furto, inserendo testi e garanzie (per esempio i danni sul prodotto su cui sta lavorando il terzista) che era difficile trovare nelle altre compagnie. «Il tema che abbiamo affrontato fin dall’inizio con Massimo Alberghini (direttore di Apima Modena e vicepresidente di Insieme) è stato quello di trovare una polizza che coprisse casi specifici e ampi allo stesso tempo, perché dovevano rientrarci diverse casistiche, con dinamiche differenziate tra di loro.
È questo che fa la vera differenza tra una compagnia generalista e una che prova a essere specialista, perché parliamo di danni molto complessi da gestire. Quindi, noi abbiamo eseguito con i contoterzisti un lavoro da ormai 8 anni e il nostro fiore all’occhiello, più che la polizza trattore a prezzo definito, che comunque è molto buono, è la copertura dei danni sul prodotto o effettuati anche nel corso dell’utilizzo al di fuori dalle norme e delle specifiche e tecniche riportate sul libretto e del codice della strada (fuori sagoma, extra carico ecc.), il tutto a una formula forfetaria di premio compresso, ma con garanzie molte alte».
Otto-nove anni di anzianità di queste convenzioni significa che non si sono cercati “avventurismi” basati solo sul prezzo migliore, ma sul servizio offerto. «Quello che abbiamo fatto – conferma Alberghini – è stato reperire sul mercato il prezzo, ma subordinato alla qualità. In altre parole, prima abbiamo pensato a costruire la polizza con i contenuti giusti, dopo di che abbiamo cercato di farla avere al minor prezzo possibile».
A conferma della bontà di queste convenzioni, il tasso di rinnovi rispetto ai contoterzisti coinvolti (prevalentemente della provincia di Modena, ma anche Ferrara, Forlì ed Emilia Romagna in generale) è alto. Fondamentalmente si tratta di contoterzisti agricoli, ma anche spurghisti e autotrasportatori.
«Noi siamo forti in agricoltura perché lavoriamo anche con la cooperazione agricola – aggiunge Fierro – per cui c’è una forte commistione e succede spesso che il terzista sia anche agricoltore. Quindi la polizza agricola è stata per noi sempre molto importante, anche se, per questioni di “sopravvivenza”, negli anni ci siamo allargati anche ad altri settori. Oggi, comunque, per noi i settori primari rimangono contoterzismo e agricoltura, che rappresentano il 55-60% del nostro fatturato. Ma quando siamo partiti, la percentuale era l’80%».


Le polizze del futuro

Insieme assicura anche le colture (polizze grandine e bestiame), perché rappresentano un parterre nutrito di polizze e di compagnie, mentre sulle polizze reddito, ancora allo stadio sperimentale, Fierro è scettico e preferisce altre prospettive. «Non esiste settore con una polizza che ti garantisca il reddito, quindi un motivo ci sarà per cui questo tipo di polizza non decolla, almeno qui da noi in Italia. Ci sono, invece, polizze negli altri settori più avanzati che ti garantiscono ad esempio dai rischi cambio valuta, aumento delle materie prime, catastrofali in genere ecc. e oggi stanno uscendo polizze cosiddette parametriche. Ancora non esistono in Italia, perché si basano su parametri fissi ricavati da dati satellitari (es. pioggia sotto un certo livello), quindi non è necessaria la figura del perito, e mi piacerebbe introdurle anche da noi».
«Noi non isoliamo i clienti – conclude Fierro – li aggreghiamo, e abbiamo un approccio opposto a quello del tradizionale agente assicurativo, che ha più vantaggi nel “micronizzare” i suoi clienti.
Il concetto da cui nasce Insieme è rovesciare il rapporto con le assicurazioni, per cui riusciamo a dare valore anche a convenzioni che gli altri giudicano povere. Del resto, il valore in agricoltura e nel contoterzismo lo vai a creare nel tempo e richiede molta pazienza».

È stato introdotto anche il nuovo progetto SB Friend, l’associazione delle imprese del futuro impegnate nel creare impatto positivo su ambiente e società.

«Stiamo studiando altri sistemi con cui l’aggregazione possa portare dei vantaggi in una polizza di gruppo e SB Friend è uno di questi». Così Alberghini introduce SB Friend (ovvero, Amico di una Società Benefit), un progetto nato lo scorso ottobre, come idea di aggregazione che può sfociare in campi limitrofi, ovverosia creare un circolo di soggetti virtuosi, un sistema rete tra le aziende, assegnando loro un bollino che le qualifica e permette loro di riconoscersi.

«Il bollino SB Friend – aggiunge Fierro – viene conferito al richiedente in funzione di parametri come il ben fare, la sostenibilità ambientale, il lavoro, la ricaduta sul territorio ecc., richiede la compilazione di un questionario di autovalutazione su quello che sta facendo e il successivo autoimpegno su una serie di valori. Ne scaturisce un punteggio che, se l’azienda lo supera, le consente di avere in concessione l’uso del marchio registrato.

Lo scopo è quello di creare una riconoscibilità delle aziende che lavorano con noi per il rispetto di una serie di valori, con la possibilità anche di decidere di operare insieme. Questa iniziativa serve, inoltre, anche come strumento per comunicare meglio la nostra attività e per veicolare i nostri concetti e valori ai sistemi in rete».